Perché questo osservatorio
AI Hybrid Observer osserva le trasformazioni prodotte dall’intelligenza agentica
nei saperi, nelle pratiche di ricerca e nelle forme contemporanee della vita psichica e istituzionale
AI Hybrid Observer osserva le trasformazioni
prodotte dall’intelligenza agentica
nei saperi, nelle pratiche di ricerca
e nelle forme contemporanee della vita psichica e istituzionale
Legge i segnali della tecnologia nel punto in cui toccano scienza, psiche e istituzioni, nella convinzione che non si possa capire davvero l’AI se la si separa dai corpi, dagli affetti e dalle scelte collettive.
In questo osservatorio le notizie sono materiale di lavoro: servono per riflettere su come l’AI ridisegna il campo di esperienza, di ricerca e di cura. È anche un luogo di notizie tecnologiche sull’AI, che mettono in evidenza la velocità con cui questo campo evolve.
Il metodo non è la previsione. Il metodo è l’attenzione.
Non sappiamo cosa farà l’AI nei prossimi anni meglio di chiunque altro, ma siamo attenti ai segnali che emergono prima che diventino ovvi, ai concetti che cambiano significato senza che nessuno lo nomini esplicitamente, alle zone in cui qualcosa si trasforma senza ancora avere nome.
Al centro di questo lavoro c’è una figura che chiamiamo soggetto ibrido della conoscenza: non ci interessa l’immagine dell’ “umano aumentato dall’AI”, nè quella dell’ “AI che sostituisce l’umano”, ma la configurazione nuova in cui le due cose si intrecciano e si ridefiniscono a vicenda. Configurazione che emerge quando ricercatori, clinici, educatori, professionisti lavorano dentro un campo in cui i confini tra pensiero umano e elaborazione computazionale sono diventati porosi. È in questo campo che nascono le domande più difficili e più urgenti.
I tre tipi di contenuti che trovate qui nascono da mani diverse.
I Dossier, dove riprendo ricerche e articoli internazionali per amplificarli con uno sguardo insieme psicoanalitico e tecnico, e il Saggio in evidenza — una riflessione su un argomento caldo, per essere recente o destabilizzante, dove il pensiero si prende più spazio — li scrivo io, Claudia.
Gli Ultimi segnali, una selezione di notizie recenti di taglio più tecnico e sintetico che riporta l’attualità recentissima — nel mondo dell’AI che corre a velocità supersonica, già superata nel momento stesso in cui se ne parla — sono a cura di Riccardo.
È utile il contrappunto di notizie sintetiche recenti e di articoli con una profondità che richiede necessariamente più lentezza.
Anche questo lavoro nasce in dialogo continuo con i sistemi di AI con cui operiamo. Questo osservatorio è anche, in un senso preciso, un esperimento su se stesso: prova a capire che cosa succede quando si lavora, si pensa e ci si prende cura dentro un campo in cui l’AI è parte della pratica quotidiana.
Abbiamo cominciato a lavorare insieme sull’intelligenza artificiale da angolazioni molto diverse: una formazione in fisica, informatica, analisi biografica e una lunga pratica di cura esistenziale da un lato; ingegneria, MBA e una lunga pratica di accompagnamento all’AI nelle organizzazioni dall’altro. Non cercavamo un punto di sintesi, cercavamo un campo di osservazione comune
Quello che abbiamo trovato non era né l’entusiasmo dei primi adottanti né la diffidenza di chi guarda dall’esterno. Era qualcosa di più difficile da nominare: la sensazione che l’AI stesse cambiando non solo cosa si può fare, ma come si pensa, come si chiede, come si misura. Che stesse spostando il metro, non solo la misura.
Entrambi portiamo una forma di funzionamento cognitivo che interseca, in modo assolutamente personale, ciò che in letteratura è chiamato plusdotazione e giftedness. Questo rende naturale per noi muoverci tra mondi distanti e vedere connessioni prima che diventino ovvie. È una risorsa ancora poco nominata nel mondo della ricerca e della cultura digitale, e una parte di ciò che questo osservatorio è viene anche da qui.
Chi siamo
Claudia Spinnato
Fisica, esperta di informatica e analista biografica a orientamento filosofico in formazione. Pensa per associazioni e connessioni non lineari tra domini distanti – tempo, mito, tecnica, mente e psiche – e lavora all’incrocio tra epistemologia, culture digitali e pratiche di cura, intrecciando storia e narrazioni biografiche con cartografie digitali nella ricerca di senso.
Ha ideato e realizzato Intersecare mondi, progetto dedicato all’incontro tra mitobiografia, ricerca di senso e trasformazioni contemporanee, e il sito Romano Màdera, dedicato al pensiero e all’opera del filosofo e psicoanalista.
MBA, Ingegnere, imprenditore, grande viaggiatore e collezionista, docente naturale, esplora l’AI come campo di conoscenza condivisa, all’incrocio tra pratica tecnica ed epistemologia, con particolare attenzione al rapporto tra sistemi tecnici e processi di apprendimento.
Firma anche saggi in cui emergono le sue posizioni personali: frutto di intuito e di una ricerca sempre attiva sull’AI e sul mondo, con osservazioni inedite su dove l’intelligenza artificiale si affaccia quando meno te lo aspetti, dai teatri alle arti.