CRISPR Prime Editing: primo paziente trattato direttamente nel corpo

Illustrazione colorata di una doppia elica di DNA tra forme vegetali.

Per la prima volta, un paziente ha ricevuto una terapia sperimentale basata sul CRISPR Prime Editing (editing genetico di precisione) somministrata direttamente nell’organismo. Il trattamento è oggetto di uno studio clinico sulla malattia di Wilson, una patologia ereditaria che provoca un accumulo di rame, in particolare nel fegato.

Punti chiave:

La terapia sperimentale PM577a, sviluppata da Prime Medicine, mira a correggere una specifica mutazione del gene ATP7B nelle cellule epatiche. Il primo paziente ha ricevuto il trattamento, ma non è ancora stato dimostrato pubblicamente che la correzione sia avvenuta o abbia prodotto un beneficio clinico.

Il sistema viene trasportato attraverso nanoparticelle lipidiche dirette al fegato e somministrato mediante infusione, senza ricorrere a un vettore virale.

Secondo l’azienda, correggere il 20–30% delle cellule epatiche potrebbe essere sufficiente a produrre un beneficio. Si tratta di una stima, non di un risultato già ottenuto nel paziente.

I dati preliminari sugli animali sono incoraggianti, ma i risultati sulla sicurezza e sull’efficacia nell’uomo sono attesi nel 2027.

Perché è importante: la prima somministrazione segna un passo verso la possibilità di correggere mutazioni genetiche direttamente nel corpo con un trattamento potenzialmente unico. Saranno però i risultati clinici a stabilire se questa promessa può tradursi in una terapia sicura ed efficace.

Fonte: Singularity Hub, «CRISPR Prime Editing Rewrites DNA in the Human Body for the First Time»

a cura di Riccardo Pisa Simonini | ottobre 2026

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